Nei primi anni del 1600, il compositore italiano Claudio Monteverdi introdusse nell’orchestra l’arpa, strumento musicale a corde pizzicate tese sopra un telaio triangolare, e da allora, essa ne divenne un elemento integrante e indispensabile.

Oggi, parlando di arpe, viene spontaneo associarle al nome di Salvi, punto di riferimento per i musicisti fin da metà ‘800. La storia di Salvi Harps inizia infatti agli inizi del’Ottocento, a Vicenza, con Giranimo Salvi che dà il suo nome e l’avvio a quella che diventerà la marca di arpe numero uno nel mondo.

La tradizione di famiglia continua con il figlio Rodolfo, che trasferisce l’attività prima a Venezia, poi in America a Chicago dove nascono i suoi cinque figli, tra cui Alberto, che sarà definito dal celebre Nicanor Zabaleta come “il più grande arpista di tutti i tempi”, Aida che diventerà compositrice e arpista dell’Opera di Chicago, e Victor,  arpista della Philharmonic Orchestra di New York e della NBC Orchestra diretta da Arturo Toscanini, (che lo nominò prima arpa) e da George Szell, Pierre Monteux, Dimitri Mitropoulos and Victor de Sabata.

Per Victor Salvi, suonare ai massimi livelli, non è sufficiente. Presto la sua passione artistica si fonde con quella imprenditoriale, e lo porta ad assumere su di sé la responsabilità di continuare l’impresa di famiglia. Il suo sogno è creare la migliore arpa del mondo e rendere lo strumento più accessibile agli arpisti e, possibilmente, ad un pubblico sempre più vasto.